28/10/2014 GIAPPONE DAI SAMURAI A MAZINGA | TREVISO, 11 OTTOBRE 2014 - 22 FEBBRAIO 2015

 

 


Situato al limite estremo del continente asiatico, nel corso della sua storia millenaria l’arcipelago giapponese ha alternato lunghi periodi di totale isolamento a fasi di apertura nei confronti del resto del mondo. Si è sviluppata così una cultura del tutto originale, nella quale le contaminazioni dall’esterno si miscelano con lo spirito più misterioso di questo popolo, in un connubio di rara eleganza e straordinaria raffinatezza.

L’aspetto più interessante della cultura giapponese è la sua capacità di far convivere certi aspetti in apparenza contrastanti. Il popolo giapponese ha prodotto infatti tra i più feroci ed efficienti guerrieri, i Samurai, ma anche una delle culture femminili più raffinate e delicate, quella delle Geisha. Così come, in particolare nel periodo Edo (1603-1868), il grande amore congenito nei giapponesi per la Natura ha fatto sì che il mondo rurale, reale motore della società tradizionale, abbia lasciato spazio all’espansione di una cultura cittadina con la nascita di una metropoli quale Edo (l’attuale Tokyo) che già nel Settecento contava oltre un milione di abitanti.

E anche nel campo della religione e della filosofia, il popolo giapponese ha mostrato da sempre una particolare tolleranza nei confronti di ogni culto, qualsiasi provenienza esso avesse. La dottrina autoctona, lo Shinto, non ha interferito con l’arrivo del Buddhismo, del Confucianesimo e del Cristianesimo, integrandosi e adeguandosi, in una sopravvivenza che sa di vittoria. Così, ancora oggi, nella contemporaneità, l’antico si sovrappone e miscela con le nuove tendenze: nel mondo dei manga (fumetti) e degli anime (cartoni animati) così come in quello del cinema e della letteratura, la cultura giapponese conserva le sue peculiarità grazie al rispetto per la propria storia e le proprie tradizioni.

La Mostra illustra alcuni degli aspetti più affascinanti della cultura tradizionale del Giappone – il Paese del Sol Levante e del Crisantemo – attraverso l’esposizione di oggetti d’arte databili tra il XVII e il XX secolo, reperiti tra collezioni private e istituzioni museali. Armi e armature, ceramiche e porcellane, rotoli dipinti e paraventi, lacche, stampe dell’Ukiyo-e dei grandi maestri (Hokusai, Utamaro e Hiroshige), tra cui anche le shunga (le immagini erotiche), netsuke, maschere, tessuti e kimono, sculture in legno e altri materiali. Nel percorso sono inseriti anche strumenti didattici che non solo illustrano l’arte antica ma anche le più recenti tendenze della cultura e dell’arte: stralci di anime (cartoni animati), di film (Akira Kurosawa), di fotografia (Nobuyoshi Araki).
Il tema principale è quello di evidenziare il contemporaneo sviluppo di due filoni culturali e sociali nel Giappone antico, ovvero la ferocia marziale incarnata dai Samurai e la bellezza e raffinatezza del mondo delle Geisha. Due ambiti solo in apparenza inconciliabili che si sono invece intersecati in
molti modi, dando così vita alle più specifiche peculiarità della cultura giapponese.
Questo Giappone è entrato nell’immaginario collettivo di tutto il mondo. La cerimonia del té, il bonsai, la festa dei ciliegi in fiore, l’ikebana, la calligrafia, il kabuki, il teatro No, l’eleganza nella disposizione del cibo, sono caratteri della cultura giapponese ben noti a tutti. In particolare esso ha entusiasmato gli Europei e gli Statunitensi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Soprattutto gli artisti dell’Impressionismo e dell’Espressionismo: personaggi quali Monet e Van Gogh, solo per citarne due, furono appassionati collezionisti di stampe dell’Ukiyo-e, le “immagini
del Mondo Fluttuante”, nelle quali trovarono esplicita ispirazione per le proprie opere più celebri. Anche in Italia il fenomeno del Giapponismo ha attecchito su molti artisti che hanno trovato nell’arte del Giappone uno stimolo ad intraprendere nuove ricerche tecniche, formali e stilistiche.

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