24/7/2012 GIOIELLI IN ARGENTO NELLA TRADIZIONE DELLE MINORANZE CINESI

 

La Cina ha 1 miliardo e 300 milioni di abitanti; di questi, il 92% appartengono alla popolazione cinese Han mentre il restante 8% è suddiviso in ben 55 gruppi etnici differenti per origini, cultura, tradizione e lingua.

Parlare quindi di gioielli cinesi è di per sé una generalizzazione forzata che necessariamente deve prevedere un’ulteriore analisi che scenda nello specifico delle varie popolazioni minori.

Questo lavoro è importante soprattutto perché per queste popolazioni i gioielli sono parte integrante del costume tradizionali e sono protagonisti di feste e cerimonie. Non a caso nelle banconote da 1 yuan e da 5 jiao sono riprodotti profili di donne in costume e gioielli popolari, gli stessi che ritroviamo ancora oggi dal vero.

 

 

gioielli in argento delle minoranze cinesi

Da millenni le popolazioni Miao, Dong, Shuni, Yi, Li e Yao vivono di agricoltura e si spostano all’interno del territorio asiatico alla ricerca di territori fertili; solamente nel corso del XIX secolo sono divenute stanziali, concentrandosi soprattutto nella parte sud occidentale della Cina, e sono state studiate e catalogate dal Governo centrale Cinese. Di fatto alcune di loro hanno una lingua antichissima e un alfabeto a pittogrammi millenario; altre non avevano una tradizione scritta ma solamente orale e talvolta la codificazione del loro linguaggio ha portato, nella metà del Novecento, alla realizzazione di molteplici alfabeti sia pittografici che sillabici, talvolta anche latini.

 

Gioielli in argento delle minoranze cinesi

Mentre nella popolazione maggioritaria, gli Han, i materiali prediletti per gli ornamenti sono la giada, l’oro, la seta e l’avorio, per le popolazioni minoritarie il grande protagonista è l’argento.

Le famiglie più ricche possono permettersi gioielli complessi e molto pesanti in argento, mentre i ceti meno abbienti si accontentano di leghe metalliche miste di colore bianco che simulano l’argento. Una di queste leghe è l’alpacca, una lega di rame, stagno e nichel, inventata proprio in Cina ma usata anche in Europa per realizzare posate e utensili e talvolta chiamata anche “argentone” o “argento tedesco”.

Sia gli uomini che le donne indossano quotidianamente gioielli e ornamenti in argento ma è nei giorni di festa che li sfoggiano tutti e in tutto il loro splendore.

 

Gioielli in argento delle minoranze cinesi

I gioielli maschili sono per lo più grandi bracciali, catene e decorazioni a bottone da applicare ai copricapo, agli abiti e alle cinture mentre i gioielli femminili sono sicuramente più elaborati e imponenti, usati per adornare le splendide acconciature, gli abiti, le orecchie, il collo, le tempie e le braccia. Le collane sono spesso rigide, di forma circolare o semicircolare e talvolta di dimensioni veramente notevoli. Le donne indossano spesso anche un ciondolo per il dorso di forma per lo più a spirale o poliedrica sfaccettata.

 

Gioielli in argento delle minoranze cinesi

Un’altra differenza tra la tradizione orafa Han e quella delle popolazioni minori è che i primi hanno una forte reticenza a perforare il corpo poiché pensano che sia un dono divino da custodire e rispettare; mentre i secondi portano anche elaborati orecchini a monachella talvolta di notevole peso, anche più di 700 grammi al paio. Anche le collane possono essere molto pesanti, arrivando a 5 kg l’una; talvolta le donne più facoltose indossano, nelle principali feste tradizionali, fino a 15 kg di gioielli! La grandezza, la bellezza e la quantità dei gioielli in argento rappresenta chiaramente lo status non solo della donna che li indossa ma anche della sua famiglia ed è per questo che quasi sempre i genitori regalano alle figlie un corredo di gioielli in argento che può costare anche l’equivalente di un anno di lavoro.

 

Gioielli in argento delle minoranze cinesi

Nella provincia di Guizhou, nel sud ovest della Cina, gli argentieri sono numerosi ma dividono il mestiere con il lavoro dei campi in base alle stagioni. Molti hanno imparato il mestiere dal padre e dal nonno e alcuni sono impiegati a tempo determinato dallo Stato quando non si occupano di agricoltura.

L’argento viene venduto annualmente dal Governo agli argentieri di queste popolazioni, anche nei paesi più remoti della Cina, in quantità prestabilite.

Non esiste la punzonatura obbligatoria, come per gli argenti occidentali, ma talvolta compaiono i punzoni con il nome dell’argentiere e anche il nome del committente - proprietario.

In molti villaggi le tecniche orafe sono molto rudimentali: la forgiatura del metallo avviene a mano utilizzando fornaci artigianali così come lo sono anche mantici e altri arnesi; inoltre ciascun argentiere realizza con le sue mani il filo d’argento e realizza egli stesso gli stampi in piombo che servono per fondere il metallo per realizzare piastrine e pendenti. Questo aspetto rende ogni gioiello un pezzo unico identificativo della capacità manuale dell’artigiano e del gusto e della ricchezza del committente.

La maggior parte dei gioielli sono realizzati lavorando il filo di metallo di vario spessore, a sezione circolare o parallelepipeda, ritorto e intrecciato per creare giochi di luce “lunare” talvolta di grande fascino e bellezza. La fusione è spesso praticata per realizzare pendenti di forma geometrica oppure piattine decorate a bassorilievo. Raramente si lavora la lastra a sbalzo o cesello e questo fa si che il peso del metallo aumenti vertiginosamente.

 

Gioielli in argento delle minoranze cinesi

La tecnica decorativa più usata è l’incisione che viene eseguita fittamente su tutta la superficie con un senso di horror vacui rendendo spesso l’oggetto vibrante poiché ancora realizzata a mano con varie punte di bulino.

I decori sono legati ai miti tramandati dalle varie popolazioni e ai loro riferimenti quotidiani; alcuni elementi comuni sono il drago - maschio o femmina - simbolo positivo dalla forma mutevole a seconda della cultura in cui si trova: drago-uomo, drago-pesce, drago-baco da seta etc etc.; ma anche la farfalla; il pesce, potente simbolo di prosperità e fecondità; il bufalo d’acqua e le sue corna, che spesso si ritrovano anche nei grandi copricapi femminili; i fiori, stilizzati del loto. Tra gli animali simbolici appartenenti anche alla cultura Han compaiono la fenice (fenghuang) ed il leone (shishi); mentre come simboli religiosi troviamo il Budda ed il dao con i simboli dello Yin e dello Yang.

 

Gioielli in argento delle minoranze cinesi

E’ purtroppo molto difficile trovare gioielli cinesi in argento di antica fattura perché durante la rivoluzione culturale (dal 1966 al 1976) era proibito indossare gioielli ed i metalli di quelli esistenti vennero fusi. Anche le splendide acconciature delle donne sparirono assieme agli spilloni e ai pettini poiché tutti dovevano portare i capelli corti.

 

Gioielli in argento delle minoranze cinesi

Con la fine della rivoluzione culturale i gioielli poterono nuovamente essere prodotti ed i tempi avevano reso le comunicazioni e gli scambi molto più agevoli; in questo modo le varie minoranze etniche hanno condiviso molti elementi figurativi e stilistici rendendo più difficile creare, al giorno d’oggi, delle classificazioni sicure e distintive.

 

 

Gioielli in argento delle minoranze cinesi

 

Dott.ssa Bianca Cappello – Storico del Gioiello

biancacappello@libero.it

 

Fonti:

France Borel, Ethnos – gioielli da terre lontane, Milano 1994

Simon Kwan, Sun Ji, Chinese Gold Ornaments, Hong Kong 2003

AAVV, L’arte dei gioielli d’argento – Le minoranze della Cina, del Triangolo d’Oro, Mongolia e Tibet – La collezione di René Van der Star, Milano 2006

Hugh Tait, 7000 years of Jewellery, Londra 2006