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26/12/2010 STORIA DELL'INDIA

 

 

L' India deve il suo nome al fiume che vi scorre, l'Indo, cui deve anche il ricorso al toponimo “Hindustan” - “terra dell' Indo” - usato spesso in alternativa al più comune India.

Le più antiche testimonianze di insediamento umano in India risalgono a circa 9000 anni fa, proprio nella “Valle dell'Indo”, dove si sviluppò anche – nel 3300 a.C. - la nota “Civiltà dell'Indo”.

Da questo momento molte civiltà si susseguirono, mantenendosi però sempre indipendenti tra loro: una prime grande opera di unificazione del territorio indiano si ebbe con il regno del Magadha nel 500 a.C., che riunì in uno solo tutti i regni orientali. Ma la più importante di quste strategiche operazioni di unificazione fu quella messa in atto dall' Imperatore Ashoka nel III° secolo a.C., che riuscì a riunire sotto di sé quasi tutto il territorio indiano.

L'impresa di unificare un territorio così vasto riuscirà solo parecchi secoli più tardi, grazie alla dominazione dell' Impero Gupta, un periodo ricordato come “l'età dell'oro dell'India antica”.

Con la caduta dell' Impero Gupta il territorio tornò a frammentarsi, dando spazio non solo all'ascesa di nuove dinastie (tra cui le principali furono: Chalukya, Chola, Rashtrakuta e Pandya) ma soprattutto a contatti commerciali con l'allora potentissimo Impero Romano. Fu grazie anche a questi preziosi contatti che in India, con il patrocinio dei vari re ed imperatori, iniziarono a fiorire le scienze, l'ingegneria, le arti, la letteratura e l'astronomia.

In questa regione, storica patria di rotte commerciali e di vasti imperi nacquero quattro tra le più grandi religioni: l'Induismo, il Buddismo, il Giainismo ed il Sikhismo, mentre il Cristianesimo e l'Islam, che arrivarono durante il primo millennio d.C., completarono la ricchissima diversità religiosa e culturale già esistente.

Le quattro religioni, sono note oggi anche come “religioni del Dharma” e da sempre ricoprono un ruolo fondamentale nella vita quotidiana degli indiani.

Fu con l'avvento dei grandi Imperi Moghul (nel X° e XII° secolo - soprattutto sotto Akbar il Grande) che l'India conobbe un importante periodo di armonia religiosa e di crescita culturale ed economica: gli imperatori Moghul seppero estendere i territori fino a ricoprire le vastità già conquistate in precedenza dai Gupta e da Ashoka. Con la caduta delle dinastie Moghul , però, il territorio indiano tornò a dividersi in piccoli regni, e ciò diede la possibilità alle grandi potenze straniere (soprattutto europee) di iniziare i processi di colonizzazione.

Nel 1856 la maggior parte dei territori indiani era controllata dal Regno Unito tramite la “Compagnia delle Indie Orientali”, e divenne di fatto colonia dipendente dall'Impero Britannico un anno più tardi.

Solo dopo il 1947, dopo una lunga lotta non violenta l' India raggiunse l'indipendenza e divenne uno degli Stati Nazionali moderni.