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20/1/2011 ABBIGLIAMENTO, TRUCCO E ACCONCIATURE IN INDIA

Abbigliamento

Se il jeans comincia ad affermarsi nelle città, il capo femminile più diffuso é il sari, una fascia di tessuto lunga cinque o sette metri, che termina con il pallu, il lembo decorato. Può essere di cotone o di tessuto sintetico, a tinta unita o stampati, di seta o di broccato. Nel Bengala sono diffusi quelli trasparenti e lievi. Possono anche essere ricamati a mano con motivi floreali, o di seta pesante, con disegni geometrici. Ci sono anche quelli tessuti a broccato con liane e fiori. Quelli bianchi sono destinati alle vedove. Tutti i giorni, però, si usano i sari con colori vivaci, rosso e ocra.

Ma come viene indossato? “ Le contadine- scrivono Catherine Clement e Andrè Lewin nel libro Indiani e India (Il viaggiatore)- lo avvolgono intorno al corpo, come facevano prima che gli inglesi imponessero l’uso di una camicia a maniche lunghe. Le cittadine lo portano con il choli, un corpetto aderente a maniche corte, lungo quanto basta per coprire il seno: sotto il sari, portano una sottogonna di cotone inamidato, comoda, per fissare le sette pieghe di rito, della profondità di quattro dita. Si fanno le sete pieghe, le si infila nel giro di vita della sottogonna, si fissa il tutto con una spilla da balia”. Il sari varia a seconda delle disponibilità economiche.

Abbigliamento India

Le musulmane al sari preferiscono il salvar kameez della tradizone del punjabi. Si coprono la testa e talvolta il viso con il velo. Nel nord est, nel deserto del Thar e nel Kuutch, in Gujarat, le donne mettono gonne ampie e leggere di cotone rosso, giallo e arancione e una pettorina grigia e ricamata, fissata sul dorso da legacci. Sulle braccia braccialetti di osso o plastica. A Goa le donne portano abiti al ginocchio, con maniche a sbuffo. Nelle regioni Tibetane pettorine e copricapi ornati di coralli e turchesi. Nelle occasioni eleganti, vengono indossate lunghe gonne di voile ricamate nello stile zardozi. Il ventre è quasi sempre scoperto ed è ornato con un gioiello all’ombelico. I gioielli sono segno di ricchezza, un patrimonio che ogni indiana porta con sé e che lascerà alle proprie figlie. Come sono? I due autori scrivono: “Massicci, appariscenti i gioielli sono sfoggiati soprattutto ai matrimoni: grandi orecchini pendenti, grandi collane, braccialetti smaltati”.

Il trucco e le acconciature

Le donne indiane, tranne le attrici, si truccano pochissimo. Una donna sposata porta sulla fronte il tilak di rito, il segno tondo fatto con la polvere rossa (ma oggi può essere un tondino di feltro adesivo, rosso o di altro colore). Nel giorno delle nozze, il marito separa la capigliatura della sposa e tinge la scriminatura con polvere vermiglia. Se ci si ferma in un tempio a pregare si può anche arrivare in ufficio con la fronte tinta di giallo. I cosmetici occidentali non sono molto usati in india. Si usa solo il rossetto ai matrimoni. Il caldo non permette di ricorrere a fard e fondotinta. Donne, bambini e uomini usano invece il khol per sottolineare il contorno occhi. Ma questo ha proprietà antisettiche.

Il TILAK in India

Particolarmente belle sono le trecce, ornate di perline e bigiotteria. Prima del matrimonio i capelli si possono portare sciolti. Dopo, intrecciati o raccolti in segno di obbedienza. La chioma è molto importante per gli indiani. Quando un genitore muore, un figlio si rade il capo. Vengono rasate le teste dei ragazzi che ricevono il cordone delle caste superiori, lasciando una ciocca se è brahmano. Si radono i primi capelli dei bambini e si buttano nel fiume, quelli delle vedove. Gli asceti e le danzatrici sacre, non tagliano né lavano mai i capelli. I sikh non possono radere i peli del corpo per preservare la loro forza.

Donne indiane

I vestiti degli uomini

In inverno mettono una camicia di tela leggera sopra i pantaloni o sul dhoti, un telo di cotone che si avvolge intorno ai fianchi e viene fatto passare tra le gambe. D’inverno hanno anche un gilet di lana con bottoni, oppure si indossa una lunga tunica accollata con pantaloni attillati. E poi eleganti tuniche sciancrate portate su camicie ricamate. I turbanti variano in base alle tradizioni.

I maschi per essere eleganti portano bottoni particolari. A volte i più agiati hanno piccoli diamanti uniti da una catenella. Oppure hanno grandi scialli di lana leggera con bordi ricamati, che si drappeggino secondo regole determinate.