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4/2/2011 THAILANDIA, CARATTERI GENERALI

Conoscere la Thailandia 

La Thailandia era chiamata Siam fino al 1939, quando venne ribattezzata Muang Thai o Prathet Thai, che significano “terra di chi è libero”. Dopo la seconda Guerra mondiale tornò il vecchio nome.  Nel 1949 diventò Thailandia.

Il Paese ha le dimensioni della Francia ed una forma allungata che si estende verso destra. Divisa in quattro regioni (la pianura centrale, nord, nord est, parte meridionale o peninsulare) ha un clima tropicale con tre stagioni principali:  quella calda  (da marzo a maggio), quella delle piogge (da giugno a settembre) e quella fresca (da ottobre a febbraio). La temperatura a Bangkok, la capitale, a dicembre si aggira sui 25 gradi centigradi. Essendoci tanta umidità, sembra che faccia più caldo. Ci sono belle giornate anche durante la stagione delle piogge. Comunque il clima varia a seconda della latitudine. “Sebbene siano presenti anche alcune minoranze etniche -si legge su Thailandia – una guida edita da Morellini- di dimensioni non rilevanti, oltre il 99 per cento della popolazione possiede la cittadinanza thailandese e la maggior parte di essa si identifica strettamente con il paese natio”.

Ad abitare questo Paese oltre ai thailandesi, ci sono i cinesi, i malesi, i khmer, i mon, gli indiani, le tribù delle colline.

THAILANDIA

La capitale  presenta alti palazzi, negozi ben riforniti di merce occidentale, una popolazione vestita all’ultima moda, aria inquinata e tremendi ingorghi  stradali.  Bangkok domina la campagna da un punto di vista economico, culturale e politico: chiunque viva nella provincia  aspira a un lavoro in città, anche se la qualità della vita tende ad essere più piacevole altrove. “La maggior arte delle industrie – si legge sulla Guida- e le principali società hanno sede  nella capitale o lì hanno il loro centro operativo, più della metà del totale nazionale di telefoni, automobili é concentrato a Bangkok: questa è la causa degli ormai prevedibili ingorghi automobilistici della città.

Bangkok è il nome originale della zona su cui sorge e significa il villaggio delle prugne selvatiche. Quando diventò capitale, ha avuto un altro nome, che significa la città degli esseri celestiali, la grande città, la residenza del Budda di smeraldo. Per la numerosa presenza di canali, la capitale viene definita la Venezia d’Oriente”.

Mare in Thailandia

Ma come sono i thailandesi? “Sono molto rispettosi- si legge sullo stesso testo - sono molto rispettosi: sin da piccoli, i bambini imparano ad onorare gli antenati e a esser deferenti  verso le autorità. Se una persona, uomo o donna, ha un ruolo sociale più elevato, è meritevole di rispetto. Un buon impiegato riconosce la superiorità  del capo e non lo contraddice, gli studenti obbediscono agli insegnanti  e non si permetterebbero mai di discutere con loro o rivolgere loro delle domande. I thailandesi dimostrano rispetto premendo delicatamente i palmi  delle mani l’uno contro l’altro, le dita rivolte verso l’alto come in gesto di preghiera, e inclinano la testa in avanti in segno di aiuto. Questo gesto si chiama wai. E’ normale per la gente fare il wai quando incontra  un superiore, chi riceve il wai restituirà il gesto. Maggiore è la differenza sociale, più profondamente la testa sarà reclinata. Chi è di grado inferiore dovrebbe porgere per primo il wai”.

Tutto sulla Thailandia

Poiché la Thailandia  non è mai stata sotto il dominio straniero, gli abitanti sono molto fieri di se stessi.  E soprattutto, appaiono molto sicuri.  “Questa sicurezza- è scritto ancora sulla Guida- si riflette nel loro elegante modo di apparire: per loro sono fondamentali la pulizia ed essere sempre ben vestiti, con abiti lindi e stirati. Solitamente fanno più docce nel corso della giornata e la parola thailandese che indica la sporcizia, esprime disgusto”. 

Le donne indossano abiti alla moda e fanno uso di cosmetici. Sorridono anche molto. I thailandesi sono in genere molto suscettibili. Mai, quindi, insultare la loro monarchia o la loro religione. Dimostrano un notevole senso di autocontrollo. Perché non vogliono attirarsi le ire degli spiriti, né perdere la reputazione.

Poiché, quindi, cercano di frenare le loro emozioni, amano divertirsi.  Con il gossip, il cinema, i viaggi e mangiando fuori.  Sono un popolo tollerante e socievole, amano divertirsi in compagnia e non potrebbero neanche immaginare di godersi la vita soli. Per loro il lavoro è solo un modo di guadagnarsi la vita, non un fine. Per capire meglio questo, occorre sapere che in questa terra chi mette tutto l’impegno nel lavoro e trascura la vita sociale viene considerato strano.

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Si diceva che i thailandesi sono molto tolleranti. “Se commetterete un terribile errore- si legge ancora- posto che siate pronti a riconoscerlo e a scusarvi, faranno tutto il possibile per non farvi sentire a disagio, sorridendo gentilmente e ripetendo ‘non preoccuparti o non importa’.  

E poi non sono parsimoniosi. “Se – si legge- hanno soldi  in tasca, amano usarli e spesso, per la verità, spendono più di quanto non possano permettersi. Non concepiscono la necessità di risparmiare in vista dei giorni difficili, né che qualcuno li inviti fuori a pranzo e poi si aspetti che siano loro a pagare il conto”.

Un aspetto da considerare è l’importanza che attribuiscono alla testa.  Secondo i thailandesi è nella sommità del capo che risiede lo spirito. “Per questa ragione- dice la Guida- mai nessuno dovrebbe toccare la testa dell’altro, nemmeno degli amici stretti, anche se tra innamorati questo tabù viene spesso superato”. Atteggiamento più spontaneo hanno nei confronti del sesso, che per loro è un divertimento. I thailandesi comunque tendono a mantenere privati i loro vizi. Il contatto fisico in pubblico tra persone di sesso diverso è mal visto, ma tutto ciò che accade dietro una porta chiusa è accettato.

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