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3/11/2011 CURIOSITÀ DALLA TAILANDIA

 

La famiglia

In Tailandia la famiglia ha un ruolo molto importante e si differenzia da quella occidentale anche perché è spesso allargata ed è fortemente gerarchizzata. Da un lato, infatti, capita di frequente che componenti di nuclei familiari diversi vivano sotto lo stesso tetto, mentre dall'altro è chiaro come un bambino capisca subito quale sia la sua posizione nella cerchia familiare, se è vero che «gli anziani - come afferma la guida Thailandia di Morellini - sono i superiori e dovrebbe esser portato loro il dovuto rispetto. La madre e il padre sono rispettivamente "mea" e "paw" e il figlio imparerà a rivolgersi a loro come a "khun mea" e "khun paw" (signora madre, signor padre).»
Mentre in Occidente ci sono pochi nomi per descrivere i gradi di parentela, in Tailandia ne esistono moltissimi. «La nonna - continua la stessa guida - è sia "ya" (nonna paterna), sia "yai" (nonna materna), il nonno è "boo" (nonno paterno) o "da" (nonno materno). La zia sarà "ba" (sorella maggiore del genitore), lo zio sarà sia "lung" (fratello maggiore del genitore), sia "ah" (fratello minore del genitore), sia "nah" (fratello minore della madre).»

  

I Tailandesi amano i bambini e, sebbene spesso li vizino, sono tuttavia severi nella loro educazione, soprattutto per quanto concerne alcune norme fondamentali: ai più piccoli, per esempio, viene insegnato a riconoscere il proprio posto nella società, a comportarsi educatamente e a mostrare rispetto, caratteristiche che poi portano con sé nella vita adulta.

Le nascite e i compleanni

Il sistema di credenze tailandese, a differenza di quello occidentale, non prevede che, quando nasce un bambino, si tenga una festa, giacché i genitori temono - secondo una concezione tradizionale, che sta tuttavia progressivamente scomparendo - che gli spiriti portino via il neonato. Nella guida si legge ancora: «i problemi iniziano, se la gente loda la bellezza del bambino, perché gli spiriti potrebbero essere in ascolto e strappare ogni bel bambino ai genitori, così, per diminuire il rischio di rapimento, i tailandesi preferiscono dire che un bambino è brutto piuttosto che bello. Il momento esatto della nascita viene registrato e comunicato ad un astrologo, perché predica il futuro del piccolo e allerti i genitori su tutti i passi necessari per assicurargli un destino di successo.» Durante la vita, poi, ciò che si festeggia è la conclusione dei cicli successivi che scandiscono l'esistenza individuale, ciascuno dei quali dura dodici anni. Tra di essi, viene accordata una particolare importanza al ciclo che termina con i sessant'anni; il sessantesimo compleanno è, infatti, considerato il più significativo e viene celebrato come tale.



Il matrimonio

Il matrimonio è fondamentale nella vita di ogni tailandese, perché è inteso nella sua funzione di garantire stabilità. Prima della celebrazione, viene consultato un astrologo bramano, affinché indichi ai futuri sposi una data ed un orario propizi.


«La mattina delle nozze - si legge - le coppie si recano al tempio e offrono cibo ai monaci, in seguito vanno in visita ai genitori di entrambi. A volte i monaci benedicono la casa in cui andranno ad abitare i gli sposi, cospargendola di acqua lustrale. Un'altra tradizione consiste nel far preparare il letto nuziale da una coppia di anziani la cui vita matrimoniale è stata esemplare, e coricarvici. La cerimonia ha poi luogo nel posto prestabilito, che potrebbe essere la casa paterna o un hotel. La coppia è vestita in bianco o con costumi tipici tailandesi. Gli sposi si inginocchiano l'uno accanto all'altra e assumono una posizione accovacciata con le teste unite da un filo bianco. Intorno al collo vengono appese delle ghirlande, i palmi delle mani sono premuti l'uno contro l'altro e tenuti sospesi sopra un recipiente d'argento, mentre un anziano, un membro della famiglia, un amico d'alto rango o il datore di lavoro di uno dei due sposi versa acqua lustrale da una conchiglia.» Le consuetudini che riguardano i regali da offrire ai nuovi coniugi, poi, suggeriscono di evitare coltelli, fazzoletti e oggetti di colore nero, e di preferire il numero dispari, quando gli oggetti da regalare sono più d'uno, come i bicchieri.



I rituali funebri

«Quando una persona sta morendo - spiega ancora la guida - accanto al suo letto viene posta una candela accesa. Sopraggiunta la morte, i parenti aspettano che la candela sia completamente bruciata prima di lavare e massaggiare il corpo. Poi vengono chiusi gli occhi e i parenti stretti iniziano a distribuire candele, bastoncini d'incenso e fiori agli altri membri della famiglia, prima che il corpo venga deposto nella bara. Quest'ultima viene esposta in casa o nel tempio per un intervallo di tempo compreso tra sette e cento giorni.» Nel periodo del lutto le donne indossano abiti neri, in accordo con la credenza secondo cui questa prassi produca l'illusione che l'estinto sia ancora tra i suoi familiari, alleviando così la sofferenza di questi ultimi dopo la cremazione del corpo.

 

L'ospitalità

Entrando in una casa privata, è buona regola togliere le scarpe. In assenza di sedie, poi, ci si inginocchia, appoggiandosi ai talloni ed evitando di mantenere visibili i piedi. I tailandesi non mostrano la casa, l'unica stanza che è possibile visitare è, infatti, il salotto dove si è ospitati.
Accogliendo un invito, è buona norma presentarsi con un piccolo omaggio - fiori, dolci, pasticcini, brandy o whisky per gli uomini, qualora evidentemente non siano musulmani - preferibilmente ben confezionato, il quale tuttavia non verrà scartato in presenza dell'ospite.